Tornare a vivere

Ciao sono F., m.c., la mia storia con i disturbi alimentari inizia molto presto: all’età di 7-8 anni ho iniziato a soffrire di binge eating, mangiavo di tutto, mangiavo sempre, mangiavo con chiunque. A scuola venivo presa in giro e io mi consolavo con il cibo, mangiando davanti alla tv; facevo merenda sia con la nonna sia con le amiche, poi cenavo anche e mi sentivo sempre talmente piena…

A 11 anni ho iniziato a dire di no, sia al cibo sia alle persone, e piano piano ho smesso di mangiare e poi anche di bere, e hanno dovuto ricoverarmi. Soffrivo di anoressia infantile.
Dopo il percorso in ospedale e con la psicologa, sono tornata a mangiare normalmente, ma ho sempre fatto degli yo-yo con il peso, da esile a robusta e viceversa.
A 17 anni ho conosciuto la bulimia, anche se era qualcosa che facevo solo ogni tanto, una volta a settimana circa, quella di abbuffarmi e vomitare. Lo facevo per sfogarmi quando ero più tesa o quando per cause esterne mangiavo di più di quello che avrei voluto.
Nel frattempo ho provato tante diete, chetogenica, vegana, a zona, ecc. e ho continuato a oscillare con il peso.
A circa 24 anni, in seguito a una brutta intossicazione alimentare che per mesi non mi ha permesso di digerire niente, qualunque cosa ingerissi a esclusione delle bevande e dei cibi in polvere, la malattia dell’anoressia ha nuovamente preso il sopravvento. Il cibo mi terrorizzava. Io però lo desideravo, lo ricordavo buono e ho sviluppato in parallelo il disturbo di chewing and spitting, masticare e sputare.
Dopo aver fatto il percorso in ospedale, con i pasti assistiti e la psicoterapia, sono tornata a familiarizzare con il cibo e ho ricominciato a fare pasti normali.
In seguito ho avuto un periodo in cui sono stata seguita da un personal trainer, mi allenavo molto, mangiavo bene e da dieta durante la settimana, nel weekend facevo un pasto libero che era dell’entità di un’abbuffata, ma mi sentivo tranquilla anche se ero pienissima perché il mio fisico stava migliorando tanto.

Dopo aver provato ad avere figli, con terapie ormonali e percorsi vari, ho accumulato troppo stress e sono diventata bulimica in modo pesante. Mi abbuffavo e vomitavo tutti i giorni, più volte al giorno, stavo distruggendo la mia vita. Per la disperazione sono andata in un centro per disturbi del comportamento alimentare e ho iniziato a farmi seguire da loro. In quel centro ho visto il volantino di Overeaters Anonymous. Tornata a casa, l’ho cercato su internet e ho scoperto un bellissimo mondo di riunioni online e la vicinanza di tante persone che avevano problemi con il cibo come me. 

Entrata in OA a dicembre 2025, ho presto ordinato la letteratura e iniziato a seguire almeno 3 riunioni a settimana. Ho smesso presto di buttare via la mia vita con il vomito, ma le abbuffate continuavano, e mi sono ritrovata ad aumentare di peso e non piacermi allo specchio.
La svolta credo sia avvenuta quando ho partecipato al primo evento OA in presenza, era l’Assemblea. Sono tornata a casa diversa, anche se continuavo ad avere le abbuffate, ma non più quotidiane.
Dopo l’Assemblea, dove ho visto tante persone recuperate, ho deciso di iniziare a fare sul serio e nell’aprile 2026 ho iniziato il percorso con la sponsor.
Avevo già provato a farmi seguire da qualche sponsor a gennaio-febbraio, ma sbagliavo approccio perché volevo piacere a loro, ma loro usavano un metodo che non era giusto per me, e dopo poco me ne rendevo conto.
Ad aprile ho scelto una sponsor, dopo averne sentite diverse per telefono, che piacesse a me. Non mi importava cosa lei pensasse di me, a me piaceva il suo modo di lavorare ai passi e io l’ho scelta per quello.
Adesso sto lavorando ai passi con la sponsor, è un percorso bellissimo di conoscenza di me e del Potere Superiore. Adesso mantengo la mia astinenza facendo tre pasti moderati al giorno, distanziati 3-5 ore. In mezzo ai pasti c’è la vita. Non penso più ossessivamente al cibo, adesso mi viene il pensiero del cibo solo quando sento fame vera, mangio qualcosa, passa, e continuo a vivere. Pratico la mia religione, faccio delle passeggiate, lavoro, guardo alla casa e a mio marito, e sono immensamente grata a OA perché mi ha permesso di tornare a vivere con serenità.
In OA seguo una o due riunioni alla settimana, faccio telefonate quotidiane con le amiche OA, la telefonata settimanale con la sponsor e faccio servizio per quel che mi è possibile: sento che voglio dare tanto a OA, perché OA ha dato tantissimo a me.