dal SEMINARIO “ATTRAVERSO I MIEI OCCHI” 15-22 FEBBRAIO, 1 MARZO 2026

Il tuo vero nome non l’ho mai pronunciato, perché ogni giorno della mia vita, davanti a quello specchio, ti ho sempre chiamato “Se tu fossi…”.
Se tu fossi magro, se tu fossi tonico, se tu fossi migliore.
Ti ho sempre considerato una macchina che mi permetteva di andare al lavoro e di sopravvivere, ma sei stato anche la corazza che mi proteggeva da quel mondo che mi aveva tanto ferita.
Ti reputavo la causa del mio isolamento.
Così “Se tu fossi” è diventato un poco alla volta “Ti odio perché sei ciò che sei.”.
Non ti ho mai amato perché chi doveva amarti da bambina non lo ha mai fatto.
Nessuno ti ha insegnato il calore di un abbraccio e la gioia di esistere.
A volte, piuttosto di affrontare il dolore di un abuso, preferiamo pensare che quell’abuso e quella solitudine ce la siamo meritata.
Sembra più facile odiare ciò che siamo che osservarci allo specchio e accettare ciò che non possiamo cambiare.
Imparare a guardarti è stata una cosa difficile, perché fin da quando ero bambina evito gli specchi e rifiuto le foto.
Non ti ho mai sentito come qualcosa che mi rappresenta.
Poi è arrivata OA e tutto è cambiato. I 12 passi mi hanno insegnato a volgere lo sguardo verso di te con più amorevolezza. Non sono ancora arrivata alla piena accettazione, a volte mi sento smarrita, a volte mi spaventa quella persona che vedo nello specchio e che non assomiglia per nulla a come mi sono pensata nel mio immaginario, ma oggi voglio essere onesta, voglio imparare ad amarti. Un giorno spero riuscirò a dire “Tu sei ciò che devi essere qui ed ora, il resto non ha importanza”. Spero di farcela e di non avere più paura di te, del tuo invecchiare, delle tue rughe, della tua pelle, delle tue ossa.
Oggi però non ti odio più, anzi mi permetto di chiamarti con il tuo vero nome e di guardarti con meno severità, posso perdonarti e chiederti scusa per averti fatto del male invece di proteggerti.
Oggi posso guardarti e dire “Ti amo, perdonami, grazie.”